: SOLO aus dem Klavierquartett (1993-94) :
  immagini
Istallazione per sagole tese e diversi sistemi risonanti
durata: variabile

SOLO?Castelnuovo2009

“SOLO dal Klavierquartett”,il n° 4 della serie intitolata “STREIQUARTETTE”, “QUARTETTI per ARCHI”, così come il n° 3, si basa principalmente su due procedimenti volti ad ottenere suoni continui da strumenti quali il pianoforte o da idiofoni, quali il tam tam o i piatti sospesi, il cui modo d’attacco è invece breve e percussivo:

1. alcuni sistemi risonanti (pianoforte, tam tam, gong tibetano, lastra di bronzo e pannello ligneo) sono collegati fra loro per mezzo di lunghe e sottili sagole ed eccitati con tecniche diverse dall’unico esecutore.

2. barre di bronzo e di acciaio, così come spirali bronzee di varie dimensioni vengono eccitate per mezzo di archetti di violino, di fasci di crini d’arco e di singoli crini.

Il primo procedimento risale agli anni sessanta ed è stato applicato da me per la prima volta al pianoforte (CIFRE, 1963 / ’67) ed ai piatti sopesi (QUODLIBET, 1964 e TUNE, 1965) e, a partire dal ’65, è stato da me introdotto nell’uso quotidiano del GRUPPO di IMPROVVISAZIONE NUOVA CONSONANZA. Il secondo invece deriva dalla prima composizione di questa serie, lo STREICHQUARTETT Nr. 1 (1992).

Lo svolgimento temporale dell’installazione è descritto da una sorta di intavolatura, mentre in pianta viene indicata sia la posizione delle varie zone di risonanza che il collegamento di esse per mezzo di lunghi fili in nylon di diverso spessore. Il materiale sonoro consiste principalmente di un tessuto microtonale organizzato in parte mediante procedimenti canonici. Lo sviluppo temporale dell’installazione, ovvero la sua esecuzione, ruota in senso circolare intorno alle varie zone di risonanza delle quali il pianoforte rappresenta il fulcro fondamentale. I gesti nello spazio scenico e gli spostamenti spesso rapidi dell’esecutore coordinano “contrappuntisticamente” e “stereofonicamente” – per usare un termine noto nell’elettroacustica – la contemporaneità delle azioni che sembrano essere dovute all’azione di diversi esecutori agenti in diversi punti della sala. La distribuzione del suono nello spazio dovrebbe idealmente avvenire acusticamente , ovvero senza l’ausilio di alcuna sorta di amplificazione elettronica; tuttavia nel caso che la performance avvenga in un teatro o comunque in una sala di grandi dimensioni, una adeguata amplificazione sarà indispensabile. In questo caso le cinque zone di risonanza dovranno essere servite ciascuna da altrettanti indipendenti canali microfonici.

SOLOCastelnuovo2009

© 2007-2016 mario bertoncini : note legali