: Epitaffio in memoria d'un concerto (1968) :
 
per 3 sorgenti sonore e live-electronic
durata var., 20' ca. / 1a es.: Galleria nazionale d'Arte moderna, Roma 1968


mario bertoncini - oggetto da epitaffio

Tre esecutori, ciascuno dei quali si serve d’un oggetto sonorizzato per mezzo di microfoni a contatto (il primo d’una vera lavagna di pietra; il secondo d’una lastra di rame ed il terzo d’una cassa di risonanza sulla cui tavola armonica sono incorporati un piccolo gong, una piastra circolare metallica ed un’apertura trapezoidale su cui sono tesi alcuni crini d’arco di violino), producono suoni analogamente proporzionali all’atto dello scrivere o graffire dei testi, delle citazioni tratte dalla prassi convenzionale della vita concertistica e delle cifre appartenenti all’allora nuovi criteri di notazione musicale. I tre interpreti incidono o scrivono tali testi sulle rispettive superfici sonore curando che la propria azione si avvicini all’intensità ed alle cesure, agli accenti stessi che eventualmente un attore impiegherebbe nel recitarli.

Sulla lavagna, che viene accuratamente cancellata con l’apposito cassino, appaiono e successivamente scompaiono brani tratti da TROPIC OF CANCER di Henry Miller. “… As luck would have it I find a ticket in the lavabo for a concert. Light as a feather now I go there to the Salle Gaveau. …” “… Even before the music begins there is that bored look on people’s faces. A polite form of self-imposed torture, the concert. …”, ecc.

Sulla lastra di rame, invece, l’esecutore “copia” da una partitura che ha allato, una mistura di simboli grafico/musicali ed alcune citazioni provenienti da varie aree culturali dello spettacolo ed appartenenti ad un passato musicale glorioso. Ad es.: “… Le joli Battistini avôit tant de grâce dans ses attitudes … que le Cardinal Vicaire lui défendut de jouer sans gants et de raccourcir ses jupes. …”, ed altro.

Sul terzo oggetto l’esecutore, che ha nel pezzo la funzione di coordinatore dell’insieme, comunica con i colleghi e impartisce - o meglio, tenta di impartire - degli ordini direttoriali non con la voce, ma scrivendo appunto quegli ordini sulla tavola armonica del proprio strumento. Il risultato sonoro di tali eterogenee componenti materiche viene convogliato in un sistema analogico di “tape delay” la cui densità variabile viene regolata, sempre secondo un sistema di comunicazione senz’altro precario e non privo forse d’una componente angosciosa, dal muto sforzo del direttore. C’è inoltre da aggiungere che il controllo dei due registratori in serie è manualmente operato da un tecnico del suono; il quale, a rigore, rappresenta quindi nel lavoro le funzioni d’un quarto esecutore.

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